MARIA LUISA MASON PRESSO NATURALITER

Vi racconto la mia Work Experience..

Maria Luisa è una geologa di Siniscola, molto attiva nel suo campo: è educatrice ambientale dal 2007, quando è nato il ceas di Siniscola, ha fondato l’associazione Lea Hydromantes con due colleghi naturalisti e dal 2017 collabora con gli altri ceas del territorio della Riserva di Biosfera Tepilora, Rio Posada e Montaldo per la valorizzazione dell’area.

Per crescere professionalmente, vorrebbe osservare progetti di turismo sostenibile in territori marini e montani per sviluppare un approccio di promozione turistica sostenibile nel Montalbo. Per lei Maistru Torra è quindi l’occasione per entrare in contatto con altre realtà, apprendere il sistema di promozione, offerta e organizzazione di viaggi scolastici ed esperienze escursionistiche, valutando anche l’importanza di ottenere una certificazione ecosostenibile delle attività.

Naturaliter, cooperativa turistica ubicata nel parco nazionale dell’Aspromonte e specializzata nello sviluppo sostenibile, organizzazione di settimane escursioniste, eventi turistici, e servizi di accompagnamento di media montagna, si è offerta di accogliere Maria Luisa nella sua work experience durante il periodo delle festività natalizie, quando l’attività è più densa e quindi operativamente più interessante da osservare per questa esperienza.

MARIA LUISA MASON racconta

28/12/2018: “La giornata promette bene, c’è il sole e un vento di nord ovest che pulisce l’aria e che dona colori nitidi al paesaggio mozzafiato. Da Bova si vede il mare e il grande monte Etna innevato che fuma da 3 bocche. Scendiamo a Reggio Calabria per incontrare il gruppo che Andrea, la guida ambientale di Naturaliter, nonché La Compagnia dei Cammini, guiderà per 6 giorni nell’area dell’Aspromonte. Sono 16 persone che arrivano da varie regioni dell’Italia per camminare con una filosofia slow e senza cellullari (solo in modalità aereo per fare foto). Mi piace. Aspettando gli ultimi due si va a mangiare un gelato artigianale con gusti particolari come “bergamotto” e “annone” che sono frutti tipici ma anche tanti altri buonissimi, serviti dentro una brioche fatta da loro.

Si procede verso il Museo Nazionale dove sono esposti, sopra dei piedistali antisismici, i bronzi di Riace. Ci viene detto che il 28 dicembre è la ricorrenza del terremoto che distrusse Messina e Reggio Calabria 110 anni fa. Ripartiamo verso la destinazione iniziale del cammino con una tappa obbligata ma fuori programma: la visita al geosito di Pentedattilo. È stato costruito arroccato su un promontorio di roccia fatta da un conglomerato friabile che ha la forma di 5 dita, appunto.

Andrea ci racconta di di lui, della cooperativa, delle difficoltà che si devono affrontare quando si lavora in un territorio depresso e che vive il disagio dello spopolamento con tutte le conseguenze. Ci racconta la storia antica e recente del borgo che si sta candidando a geoparco Unesco. Andrea ci mette passione ed entusiasmo e si percepisce l’amore per la sua terra e per i suoi valori.

Ultima tappa della giornata è nell’agriturismo “Il Bergamotto”, nel versante sinistro della fiumara Amendolea. Veniamo accolti con gentilezza e ci offrono una bevanda al bergamotto prima di sistemarci nelle camere. Io sono nel vecchio frantoio ristrutturato, ora circondato da pianta di agrumi, le pareti sono in pietra e i mobili in legno. Avendo sofferto un pò il freddo la notte prima, controllo se ho abbastanza coperte e trovo la cerniera del sacco a pelo. Bene, starò al caldo. Ci ritroviamo per mangiare. Il fuoco è acceso e questo vi assicuro che non riscalda solo i corpi. Un camino acceso dà autenticità. Dopo la cena con sapori locali squisiti è arrivato il momento di assaggiare i dolci sardi di Siniscola, di far vedere la Pompia, l’agrume endemico del mio paese e “s’aranzata siniscolese”. Mi fanno tutti i complimenti per la loro bontà. Ci salutiamo per la notte contenti e soddisfatti per quello che abbiamo visto, sentito e gustato. È stata una giornata ricca di spunti per riflettere e di idee. Sono molto contenta. Grazie a tutti”.

29/12/2018: “La giornata inizia alle 8:00 con una buona colazione a base di pane, marmellate di agrumi locali e spremute. Il fuoco in sala è acceso. Per pranzo faremo un pic nic lungo il cammino, ci dividiamo i viveri negli zaini. Si parte. Dobbiamo attraversare la grande fiumara Amendolea e andare nei versanti di destra ma c’è acqua e guadarla a piedi, secondo il programma, è pericoloso per via della torbidità dell’acqua. Prendiamo quindi il pulmino, attraversiamo la fiumara e subito dopo il ponte si parte a piedi. Andrea è molto bravo e attento, trasmette sicurezza e calma. Conosce questo territorio dell’Aspromonte fin da bambino e l’ha visto cambiare con lo spopolamento. L’abbandono delle montagne si vede dalle strutture ormai decadenti che l’uomo ha costruito: muretti a secco, terrazzamenti, case e strade hanno i segni dell’abbandono. Le fiumare dal letto largo sabbioso e ciottoloso sono incorniciate dai ripidi versanti di arenaria e conglomerato. Andrea dice che hanno la forma di un’arancia intera sbucciata e aperta.

Siamo tutti contenti perché il passo è quello giusto, che ti permette di ammirare il paesaggio e i tanti fiori presenti. Si cammina in maglietta a maniche corte, sotto il sole che scalda; tra i fiori e la vista del mare sembra di essere in Primavera. Attraversiamo campi di olivi ancora con le reti stese per la raccolta e piccoli borghi tutti con piante di limoni, arance e mandarini. A San Pantaleo ci fermiamo in un circolo aics per un aperitivo e visitiamo una cappella che ha l’icona della Madonna a corpo intero e non mezzo busto come di solito. Dopo circa 4 ore di cammino, Andrea posa la tovaglia sopra una roccia di arenaria e taglia il pane, il formaggio e i pomodori che qui si coltivano tutto l’anno. È tutto buonissimo. Si riparte verso il rientro io non riesco a non fotografare quello che ormai è diventata la mia passione: la fiumara. Guadiamo un affluente (che Andrea chiama torrente) ma che mi permette di dire che ho guadato a piedi una fiumara del parco dell’Aspromonte. Purtroppo anche qui le impronte incivili di un uomo inconsapevole si vedono e stonano con la bellezza della natura. La cena è squisita e Ugo, il proprietario del locale, ci anticipa quello che vedremo visitando la sua azienda del Bergamotto, ma questo ve lo racconto nei prossimi giorni. 😉 ”

30/12/2018:
“La giornata inizia con un bellissimo sole e in salita fa caldo. Lungo il sentiero troviamo i resti delle aie che erano dei luoghi in cui si lavorava il grano e Andrea ci racconta che si fermavano qui diversi giorni ed erano momenti in cui nascevano gli amori accompagnati da canti e balli. Racconti di vita vissuta anche da Andrea quando era bambino.

Siamo diretti a Gallicianò, uno dei centri più importanti dell’area grecanica della Calabria. Per arrivarci si cammina sui ripidi versanti della destra idrografica della fiumara Amendolea. Qui la roccia metamorfica è molto fratturata e si vedono lenti di argilla che formano pozze d’acqua che dissetano gli animali anche in estate. Anche oggi camminiamo immersi in una natura verde e lussureggiante grazie alle abbondanti pioggia autunnali; nel gruppo c’è chi conosce nome e usi delle tante piante spontanee che incontriamo e con generosità condivide il proprio sapere. Arrivare a Gallicianò non è stata proprio una passeggiata, ma ne è valsa la pena.

È un antico borgo in armonia con i colori della natura che la avvolge e che ci accoglie con le voci dei bambini, arrivati per trascorrere le vacanze dai nonni, e una genuina ospitalità fatti di cibi dai sapori autentici. Siamo estasiati e convinti che questo sia il vero lusso. Poter mangiare piatti tradizionali con prodotti locali buonissimi in buona compagnia dopo una sana camminata!

Finito il pranzo suonano per noi e si balla in allegria. Visitiamo poi una chiesa ortodossa, il museo etnografico e la chiesa dove è stato allestito un presepe molto suggestivo. Quanta storia in questo piccolo paese del parco Nazionale dell’Aspromonte dove i greci hanno lasciato la loro cultura per molti aspetti ancora viva. Dobbiamo avviarci verso il ritorno e come aveva previsto Andrea piove, ma anche questo ci piace perché tutto quello che arriva va bene, ma anche perché dona un’atmosfera natalizia. Arriviamo quasi al buio.

Per l’ultima sera Ugo ci prepara il piatto forte della casa: maçarroni fatti a mano con farina biologica (sono uguali ai nostri maccarrones de busa) con sugo di montone tenerissimo. Che bella giornata ricca di ogni ben di Dio. Camminare in questo modo permette l’incontro con chi vive il territorio e con la sua cultura. E questo territorio è una vera meraviglia della nostra generosa Madre Terra”.

31/12/2018: “È arrivato il momento di lasciare l’agriturismo “Il Bergamotto”, ma prima Ugo ci fa visitare la sua azienda. È una persona molto disponibile, pacata e appassionata del suo lavoro. Appena arrivati in mezzo al frutteto, grattando leggermente la buccia ci fa sentire il profumo del bergamotto.

Citrus Bergamia Risso at Pois è il nome scientifico di cui si sa solo che è un agrume, frutto di una mutazione genetica naturale. In 100 km di costa calabra si produce il 95% di bergamotto prodotto nel mondo grazie al microclima della zona che è caratterizzato dall’avere sempre un’escursione termica bassa tra il giorno e la notte e mai gelate. Le prime notizie risalgono dal 1600 quando si scoprirono le proprietà antisettiche dell’olio essenziale che si estrae dalla buccia. Ugo ci racconta la storia dei giardini di bergamotto e dell’azienda che il padre ha curato per 30 anni senza guadagno perché il prezzo di mercato non copriva nemmeno i costi di produzione a causa dell’avvento della chimica che fece finire l’era dorata del bergamotto, esportato sopratutto in Inghilterra fino al 1960. “Quanto spiritu facesti?” Era la domanda che si facevano gli agricoltori riferendosi all’olio essenziale. Oggi, grazie ad una serie di azioni di sviluppo della filiera, il bergamotto non solo si è ripreso il suo spazio nel mercato di nicchia delle eccellenze mondiali, ma ha creato anche una economia diversificata. Ugo, infatti, nel periodo della raccolta ospita per una settimana gli olandesi che usano fare l’aromatetapia in Olanda e pagano per raccogliere il frutto e vedere dove è come viene coltivato.

L’olio essenziale di bergamotto agisce sui recettori del cervello, aumentando la produzione di dopamina e serotonina. Anche a Siniscola abbiamo un agrumi endemico Citrus Mostruosa, il cui olio essenziale ha proprietà antisettiche e sono sicura che può essere un settore di sviluppo sostenibile per il paese. Dopo aver comprato l’olio e l’acqua di colonia di bergamotto, salutiamo Ugo, la moglie e Pantaleo, il cane giocherellone, e ci incaminiamo sotto la pioggia per affrontare un dislivello di circa 700 m per raggiungere Bova.

Si cammina in salita e in silenzio. Bova è il centro più grande dell’area grecanica, ma anche una porta del parco dell’Aspromonte. Il paesaggio rurale è bellissimo e Andrea ogni tanto si ferma per descrivere il territorio, ammirarlo e raccontare la storia dei luoghi che in parte ha vissuto durante la giovinezza. Questo è il valore aggiunto che una guida locale dà al cammino: trasmettere anche la passione e l’amore per la propria terra. Alberi secolari, i ruderi di Amendolea vecchia sul dorso del versante e l’arcobaleno ci incantano.

Arrivati in paese, si sale fino alla piazza dove stanno preparando per Capodanno, cucinando le Frittole che ci offrono insieme al vino e ai dolci. C’è un vento freddo e si rischia di annullare la festa in piazza e il concerto, che anche Naturaliter ha contribuito ad organizzare per animare paese e paesani. Andrea ci dice che il concerto e’ dedicato alle donne e suoneranno Le Muse del Mediterraneo con il maestro Antonio Grosso, musica tradizionale. Dopo cena si va in piazza a ballare ed e’ una festa bellissima animata dalle Muse, dal gruppo della Compagnia dei Cammini e dalle persone del posto.

Saluto così il mio bellissimo 2018 e brindo al 2019 augurando che sia ricco di cammini belli per me, la mia Sardegna e questa bellissima terra che ci sta ospitando”.

01/01/2019: “Iniziamo l’anno nuovo camminando in discesa lungo una vecchia mulattiera che il tempo ha a tratti coperto con detriti di frana e vegetazione. Siamo diretti a Palizzi vecchia. Attraversiamo uliveti, vigneti e bergamotteti, passaggi stretti con strapiombi da dove partono i canyon e le gole in rocce di argilloscisti (che drenano l’acqua verso le fiumare), ricchi di vegetazione erbacea e arborea: orchidee in fiore, ferule, ginestre, cisto e piante maestose. All’una ci fermiamo in una piccola chiesetta che ha un terrazzino dove Andrea accende il fuoco, stende la tovaglia e inizia la danza dei sapori. Dopo ore di cammino arriviamo affamati e visto che abbiamo smaltito, ci possiamo permettere di esagerare con le quantita perché è difficile resistere a queste leccornie. Oggi abbiamo anche la sopressata piccantina (notate che Andrea affetta con una leppa rigorosamente sarda).

Scendendo di quota e svalicando, il paesaggio si fa più dolce e coltivato. A Palazzi non incontriamo nessuno, ci sono tante case vecchie abbandonate, ma anche scorci meravigliosi. Ci vengono a prendere in pulmino e dopo una piccola sosta in una pasticceria a Bova Marina si risale a Bova. Sono stanca, ma contenta e dopo una bella doccia raggiungo gli altri per la cena. Dopo un bis di pasta e ceci con pasta fatta in casa e finocchietto selvatico e dopo aver assaggiato il vino buonissimo di una cooperativa di Palizzi, che Andrea aveva promesso di stappare in nostro onore, saluto tutti perché devo ancora scrivere il diario e rinuncio a malincuore all’agnello arrosto con patate. Chissà che prelibatezza mi sono persa”.

02/01/2019: ” Si parte alle 9:00 per l’ultima escursione; qualcuno avverte già la malinconia. Quella sensazione che si prova quando sai che presto saluterai quei luoghi che hai vissuto con intensità ed emozione.

Siamo diretti ad est per affacciarsi dell’Aspromonte orientale incorniciato dal Mare Ionio. Percorriamo una mulattiera in lastricati, larga quanto basta per far passare un mulo con le due ceste ai lati. L’aria è fresca e frizzante. Ovunque si ha un panorama in cui ci si perde e che sullo sfondo ha sempre il blu del mare. Il gigante Etna è sempre più innevato e sembra sospeso. Che Meraviglia! Cerco di cogliere i commenti e le impressioni di tutti che poi riporterò in questo diario, come ho fatto nei giorni precedenti.

Siamo tutti molto soddisfatti. Ed i più bei complimenti vanno all’organizzazione del viaggio, curata da Andrea e a questa terra. Mancano 15 minuti di camino al punto panoramico della nostra metà, quando incontriamo una struttura immersa nel bosco di pini e da dove arriva un profumo di carne cotta alla brace. Immaginiamo che stiano preparando il nostro pranzo, ma Andrea ci fa credere che non è così per farci una sorpresa al ritorno. È che sorpresa… Quando entriamo, ci accogli un camino acceso e una tavola imbandita con semplicità e cura. Ci colpisce un centrotavola con rametti di rosmarino colti per noi. Piccoli gesti che rimmaranno impressi nella memoria di questo viaggio in Aspromonte. Nel pomeriggio visitiamo Bova e i suoi gioielli fatti di viuzze strette, la cattedrale, chiese e ruderi del castello. Arrivati in cima troviamo una grande croce posta a 915 m. E viene in mente il nostro Monte Tuttavista perché si ha una vista a 360 gradi del tutto. Siamo su uno dei borghi più belli d’Italia. Mi colpiscono i cartelli informativi, diffusi in tutto il paese, che indicano dove ci si trova e consigliano cosa visitare. Dopo cena arriva il momento di salutare tutti e ringraziarli per questi giorni meravigliosi. Sono tutte belle persone, che amano viaggiare e immergersi nei luoghi rimasti autentici come questo, che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere e ascoltare. È stato un viaggio ricco di emozioni e di momenti genuini e inaspettati. Spero di rivedere tutti nella mia bella e amata isola, ricca di cammini”.

03/01/2019: “Il gruppo è ormai partito e io ne approfitto per riposare un po’. Niente trekking oggi, ma confronto e conoscenza dei prodotti che Naturaliter propone. Mi incontro con Andrea che è anche il tutor per la mia work experience e con lui affrontiamo diversi aspetti che riguardano la loro azienda. Partendo dalla filosofia che li ha fatti nascere, alla valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, sino alla creazione di una rete di operatori del territorio con cui collaborano, per arrivare agli aspetti di promozione, aspetto fondamentale per inserirsi in un mercato che cresce ed è sempre più interessato ai loro prodotti.

Nel pomeriggio visito il museo della lingua Greco-Calabra dedicato a Gerhard Rohles, dove trovo una guida molto preparata e coinvolgente che mi spiega la storia di questo importante centro dell’area grecanica e capisco molte cose di questo territorio che ancora non mi erano chiare.

Vado a cena con Andrea e la sua bella famiglia nel ristorante della cooperativa dove trovo chi mi aveva ospitato la prima sera. È una cena intima, ci siamo solo noi, camino acceso e carne alla brace. Mi sento a casa.
Oggi. Mi sveglio e trovo Bova imbiancata dalla neve che continua a scendere. È uno spettacolo! Devo incontrare l’amministrazione di Bova e capire come promuovono il territorio. Da marzo a giugno arrivano tutti i giorni pullman di scolaresche che visitano Bova e i vari laboratori e musei presenti. Una cosa mi ha colpito e incuriosito più di tutte: il comune ha costruito un forno per il pane dove fare i laboratori didattici ma anche i privati possono usarlo per farsi il pane tradizionale. Non sarebbe male che ci fosse anche a Siniscola per il pane carasau.

Domani ho i voli che mi riporteranno nella mia terra ma partiamo oggi pomeriggio da Bova per Reggio Calabria per essere sicura di arrivare in tempo visto che nevica ancora”.

IL TUTOR racconta

Andrea Laurenzano (tutor): “Qualche giorno prima dell’arrivo di Maria Luisa in Aspromonte ho voluto sentirla per via telefonica per sincerarmi che fosse “pronta” per questa sua immersione nella nostra realtà. Le ho accennato del programma che avremmo seguito invitandola a venire con un’abbigliamento adeguato e tutta l’attrezzatura necessaria per le escursioni che avremmo fatto insieme. Fin da questa telefonata ho percepito in lei una grande voglia di “mettersi in gioco”. La sua tranquillità e nello stesso tempo la sua fermezza nel rispondere alle mie domande e alle mie comunicazioni mi hanno fatto intendere che sarebbe stata un’esperienza molto positiva e formativa sia per lei e perchè no, anche per me! Dopo tanti anni di attività continuo sempre a pensare che è sempre importante, se non fondamentale, il confronto con altre persone e con altre realtà!
Dal momento del suo arrivo in Calabria si è creata una piacevole sintonia e armonia. Maria Luisa oltre che con il sottoscritto ha instaurato dei rapporti e quindi dei momenti di confronto anche con il resto dei mie colleghi. Ho visto il lei una grande passione e tanto interesse nel scoprire giorno per giorno quello che Naturaliter ha creato in un’area rurale così scarsamente popolata. Curiosa, ma nello stesso tempo professionale nei momenti di incontro con la comunità locale e con le piccole realtà economiche di questo angolo del Sud Italia. Ogni giorno un’esperienza nuova e soprattutto tanta voglia di conoscere e andare alla ricerca di esperienze da poter poi trasferire nella sua terra.
Da parte mia mi auguro che questa sua permanenza in Aspromonte possa esserle utile per il suo futuro e per la sua terra, in quanto ha dimostrato di avere “tutte le carte in regola” per intraprendere delle esperienze professionali e personali di sicuro successo!”

IL CANDIDATO

NOME: Maria Luisa

COGNOME: Mason

ETA’: 46 anni

LINEA DI INTERVENTO: Linea 2

PROFESSIONE: Libera professionista

CITTA’ DI PROVENIENZA: Siniscola (NU)

AZIENDA OSPITANTE

NATURALITER

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