FRANCESCA PUDDU PRESSO “TERROIR AL LIMIT”

Vi racconto la mia Work Experience..

Sono Francesca, sono nata e cresciuta a Dolianova, cuore del Parteolla, importante distretto agricolo e sede di storiche aziende lattiero-casearie, olivicole e viticole. Sin da piccola mi affascinavano gli esperimenti di vinificazione domestica (spesso malriusciti) di mio nonno e dopo gli studi ho iniziato a lavorare presso la cantina del paese, rivestendo diversi ruoli nel corso degli anni: segretaria, assistente all’esportazione e addetta al recupero crediti.

In quegli anni ho preso la qualifica di sommelier, e una volta terminato il mio rapporto di lavoro con la Cantina di Dolianova ho trascorso un periodo in Inghilterra per migliorare l’inglese e prendere una qualifica di sommelier internazionale.

Al ritorno dall’esperienza in Inghilterra ho cominciato a lavorare alle cantina Argiolas: prima come responsabile dell’enoteca, che era stata inaugurata proprio nel 2011, anno del mio arrivo in azienda e poi come addetta alle visite guidate e alle degustazioni.

Il carattere stagionale della mia mansione mi permette di svolgere anche altre brevi esperienze lavorative altrove, come per esempio due vendemmie in Australia, un periodo di lavoro Castellina in Chianti e uno in Veneto, un periodo di studio in Belgio e frequenti vacanze di studio e piacere, che per me sono due cose vicine!

Non immagino un altro impiego che mi permetta di allenare con pari soddisfazione la mia propensione alla socialità, la curiosità verso le persone e i luoghi, le conoscenze linguistiche e tecniche: guidare le persone alla scoperta del nostro territorio e accompagnarli nell’assaggio dei vini mi rinnova continuamente un senso di orgoglio e di appartenenza, mi fa sentire utile e nonostante le saltuarie difficoltà mi fa svolgere il mio lavoro senza risparmiarmi, con pieno entusiasmo.

È proprio con questo spirito che mi sto per tuffare in Maistru Torra: mi aspetta un mese in Priorat  (Tarragona, Spagna) ospite di Dominik Huber e del suo staff a Terroir al Limit. Questa cantina, nata nei primi anni 2000, oltre a produrre vini da agricoltura biodinamica possiede anche una struttura d’accoglienza la cui costruzione risale a ben quattro secoli fa.

Argiolas è un’azienda in continua evoluzione: attualmente io e le colleghe raccontiamo la cantina e i suoi vini a  oltre settemila ospiti all’anno e presto l’offerta enoturistica della nostra cantina si amplierà. Spero che confrontarmi con la realtà che mi ospita e studiarne le strategie di gestione dei visitatori mi sarà utile per dare il mio apporto in cantina.

FRANCESCA PUDDU racconta

29/04/2019: Il vino spagnolo nel mercato internazionale ha vita “facile” solo se si chiama Rioja, Ribera del Duero o Priorat. La reputazione di queste tre regioni adombra centinaia di altre interessanti Denominazioni d’origine della penisola iberica.

Conoscevo il Priorat solo per la sua fama: vigne terrazzate con pendenze tanto inaudite che per lavorarle servono muli,  viti di oltre cento anni di età che crescono su scisto di quarzite trovando nutrimento a 15-20 metri di profondità e che originano vini pluripremiati con punteggi – e prezzi – da capogiro.

La cantina Terroir al limit è un esempio illustre di questo genere di realtà, con la viticoltura eroica delle tenute centenarie a 800 metri d’altezza e con vini che totalizzano anche 99 sbalorditivi  punti Parker.

A partire da questa idea pensavo che l’enoturismo in una zona così unica fosse avanzatissimo, le aziende ben strutturate e che le attività si vendessero da sole, considerato la fama dei vini.

Sbagliavo.

Prima di partire la mia tutrice Vanessa mi aveva detto che vivere a Torroja del Priorat è come essere fuori dal mondo…quando è arrivata a prendermi alla stazione con una Renault 4L e abbiamo fatto il pieno perché una volta lì il rifornitore più vicino sarebbe stato a mezz’ora di strada ho iniziato a capire.

Forse perché il Priorat è una terra difficile non solo per la vite, ma anche per la gente, infatti ce ne vive pochissima: nei nove comuni che formano il Priorat in tutto vivono appena 9000 persone, 19 per km2.

In un territorio così scarsamente popolato mi ha colpito trovare un tale numero di cantine. Ho raccolto numeri discordanti, alcuni parlano di 130 cantine, altri arrivano a contarne 160. In ogni caso il 95% di questi produttori lavorano 6-7 ettari di vigna, e sono spesso aziende  familiari che semplicemente non hanno tempo da dedicare all’enoturismo o se ce l’hanno lo fanno a intermittenza e senza figure professionali specifiche.

Ci sono poi i produttori – mito, quelli a cui si deve la rinascita del Priorat: Álvaro Palacios, René Barbier, Josep Lluís Pérez e Daphne Glorian. Proprio quest’ultima ebbe l’intuizione di portare a Parker negli Stati Uniti alcune bottiglie del vino alla cui creazione collaborarono tutti e quattro. La tiratura limitata di questo vino, il punteggio altissimo di 93 punti Parker in un’epoca in cui i vini spagnoli avevano una media di 70-75 punti, consacrò il vino Priorat fra le stelle del firmamento enologico.

Ma anche questi fuoriclasse (eccetto René Barbier, dove ho fatto la miglior visita) hanno scelto di tener chiuse ai visitatori le porte delle proprie cantine. Mi sono interrogata sulle conseguenze che ci sarebbero se loro decidessero di variare la loro politica di accoglienza.

Provenendo da una cantina in cui le visite e degustazioni guidate vengono prese molto sul serio ma che si trova in Sardegna, territorio in via di sviluppo per quanto riguarda i circuiti enoturistici e che certo non ha la risonanza mondiale che ha il Priorat, avevo dato per scontato che mi sarei trovata di fronte a realtà meglio posizionate, come quando lavorai in Chianti.

Questo errore di valutazione non ha  impoverito la mia esperienza. Ammetto che c’è voluta una settimana di adattamento per mettere a fuoco nuovi obiettivi: ho imparato che le aspettative distorcono la visuale e che ciò che vedi da lontano cambia man mano che ti ci avvicini.

Dopo una breve formazione sui vini e le tecniche di vinificazione ho affiancato il piccolo team (due persone) della casa rurale che da due stagioni è il polo d’accoglienza della cantina Terroir Al Limit, che oltre agli spazi di vendita e degustazione ha anche otto stanze da letto.

Ho iniziato a fare attività di ricezione ospiti e qualche degustazione ma il flusso di ospiti è stato limitato e discontinuo  quindi con l’aiuto di Vanessa, che ha contattato per me alcuni produttori, ho iniziato a visitare vigneti e cantine altrui.

Una volta aggiustato il tiro, dalla seconda settimana in poi, sono entrata nel vivo dell’esperienza. Ho partecipato alle degustazioni dei vini atti a diventare DO Priorat e mi sono fatta un’idea di come la Garnacha e la Cariñena  (varietà a noi molto familiari) si esprimono in quelle condizioni pedoclimatiche.

In occasione della visita alla cantina sociale di Capçanes sono stata guidata in una degustazione interessantissima centrata sull’impatto organolettico della composizione dei suoli sulla Garnacha:  su sabbia, su scisto, su calcare e su argilla, vigne della stessa età e sottoposte a vinificazione identica danno origine a vini con profili completamente differenti.

Con centinaia di campioni assaggiati – fra vasca e imbottigliato – e  tramite incontri, visite e un costante affiancamento alla mia tutor, ho raccolto  una serie di informazioni di prima mano su questo territorio così estremo, che sfugge alle definizioni che ne danno i media alle quali mai avrei potuto accedere se non avessi avuto questa opportunità.

Oltre alle conoscenze ho anche due nuove amiche, le mie colleghe, che parlando tante ore con me hanno alleviato la solitudine  (nel borgo non c’era letteralmente nessuno) e mi hanno insegnato lo spagnolo e molto di più.

Concludo riassumendo in maniera forse criptica ciò che a livello più profondo mi ha lasciato questa esperienza: nel mondo del vino per me è importante non avere idoli, bensì esempi.

Torno al mio lavoro di guida-sommelier con la gioia di ritrovare il mio team e tanti buoni esempi da seguire e, spero, anche da dare.

IL TUTOR racconta

Coming soon…

LA CANDIDATA

NOME: Francesca

COGNOME: Puddu

ETA’: 38 anni

LINEA DI INTERVENTO: Linea 2

PROFESSIONE: Dipendente

CITTA’ DI PROVENIENZA: Dolianova (SU)

AZIENDA OSPITANTE

TERROIR AL LIMIT

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