ELEONORA CATTOGNO PRESSO “ARCADIA”

Vi racconto la mia Work Experience..

Quest’anno sono quaranta e forse proprio per questo è l’anno giusto per mettersi in gioco con una esperienza come quella che sto per vivere! Sono nata e vivo ad Alghero e amo così tanto la mia città che qualche anno fa ho deciso che il mio lavoro sarebbe stato raccontarla a chiunque attraverso visite guidate: ai turisti che non la conoscono, agli abitanti che vogliono scoprire qualche curiosità in più, ma soprattutto ai bambini, talvolta con un pizzico di fantasia. Ho studiato Conservazione dei Beni Culturali a Pisa, ho frequentato un corso regionale per diventare tecnico dei servizi educativi nei musei e ho lavorato per molti anni nei musei e nei siti archeologici di Alghero, specializzandomi in attività didattiche per le scuole e le famiglie, in particolare sulla storia e l’archeologia. Queste mie passioni hanno trovato uno sviluppo naturale nella scrittura di racconti per bambini che coniugano archeologia e fantasia, ma non solo. Dal 2013 svolgo la mia attività autonoma come operatore culturale col nome di Giochedù, coniugando appunto gioco ed educazione, collaborando con le scuole per laboratori e passeggiate tematiche, facendo animazioni alla lettura in librerie e biblioteche, partecipando a vari eventi culturali organizzati dal comune o altri enti.

Durante la mia esperienza da Arcadia a Padova spero di trovare nuovi modi di raccontare il territorio, la città e la storia, di capire come ampliare le metodologie di comunicazione con i bambini, di osservare i servizi offerti alle famiglie e alle scuole, attingendo con curiosità a nuovi elementi culturali da confrontare con la realtà della mia città per arricchire le mie narrazioni sulla storia e l’architettura, ma anche sui modi di vivere. Buona avventura a me!

 

 

ELEONORA CATTOGNO racconta

21 marzo 2019: 
“Ieri ho avuto il primo contatto con le operatrici della associazione Arcadia che mi hanno illustrato la tipologia delle loro attività e il mio programma di lavoro per i prossimi giorni e ho avuto l’occasione di cominciare ad esplorare Padova. Stamane, anche prima di iniziare le attività mi sono concessa un giro turistico autonomo, alle 8 del mattino. Risultato? Più visito questo posto, più mi rendo conto di quanto è piccolo il mio mondo. Ma vedere tanta bellezza non può che contagiarmi e far scaturire nuove ispirazioni per raccontare quella mia piccola bellezza ancora meglio!
Padova è una grande città di cultura che ha infinite possibilità da offrire. Alghero è un gioiello piccolo che può essere valorizzato a partire da grandi esempi come questo.
Qui tutto è grandioso: una delle piazze più grandi d’Europa, Prato della Valle, con 80 statue che rappresentano i personaggi più importanti nati o vissuti in città; una sorta di isola circondata da un canale. E con il sole di questi giorni il prato è invaso da persone di ogni età.
Ma di grandioso oggi posso soprattutto raccontare il Palazzo della Ragione, da tutti chiamato il Salone, per la presenza di un enorme salone di 80 metri di lunghezza e 27 di larghezza con più di 500 soggetti affrescati! Il tutto coperto da una struttura a forma di barca rovesciata. Era l’ antico tribunale dove, chi era chiamato in causa doveva presentarsi sotto l’insegna di un preciso animale che corrispondeva al giudice designato per quella causa. Al piano terra oggi c’è il mercato con più di 50 botteghe che vendono carne, pesce, salumi. Un tempo altre merci, ma l’aria che si respira sa ancora di un’epoca antica in cui i mercanti animavano la piazza. Dicono che sia il primo centro commerciale d’Europa. E infine la meraviglia sotto terra: al livello delle fondazioni uno scavo archeologico ha messo in luce i resti degli edifici distrutti per fare posto al Palazzo della Ragione nel 1218.
Come ho scoperto tutto questo? Seguendo due meravigliose guide della associazione Arcadia che oggi hanno raccontato questo e molto di più ai bambini delle scuole primarie in visita. E l’hanno fatto con passione, stando continuamente attente al coinvolgimento dei piccoli e con un grande grado di approfondimento degli argomenti, sempre attente all’uso della terminologia, ma anche con inserti simpatici e esempi a portata di bambino! Paese che vai, guide appassionate che trovi!”

22 marzo
“Anche oggi un’altra giornata piena ed entusiasmante. È iniziata presto, in una classe prima della scuola media della zona di Arcella dove Antonella ha tenuto una bellissima lezione sulla famiglia dei Carraresi, signori di Padova dal 1318 al 1404. Grazie all’ausilio di immagini Antonella ha illustrato le tracce architettoniche, ma non solo, di ciò che questi signori hanno fatto in città, raccontando imprese e aneddoti dei più importanti componenti della famiglia. E lunedì si va con questa stessa classe a visitare questi luoghi durante una bella passeggiata! È una temeraria Antonella, due ore filate di lezione. Ma quando una persona sa incuriosire degli adolescenti e coinvolgerli alla scoperta della storia come sa fare lei, non c’è orologio che tenga!
Nella seconda parte della mattinata ho assistito ad una attività al museo degli Eremitani, in particolare nella bellissima sezione egizia, dove Paola ha fatto una presentazione e una giocosa attività con delle schede per una classe quinta della scuola primaria su un personaggio davvero straordinario. Si tratta di Giovanni Battista Belzoni, meglio noto tra gli amici (e ormai anche tra i bambini) come Gianbatta, un omone padovano che tra fine ‘700 e inizio ‘800 quasi per caso si dedicò alla scoperta di importanti tesori in Egitto. A lui si ispirarono i creatori di Indiana Jones! Condusse una vita avventurosa con sua moglie e alcuni degli oggetti da lui ritrovati, oggi al museo degli Eremitani, hanno dato occasione a Paola per parlare di divinità egizie e culto dei morti, il tutto creando un clima giocoso e accattivante!
Dopo una breve pausa pranzo non si può sprecare il pomeriggio! E allora, grazie alle indicazioni e alla organizzazione delle operatrici di Arcadia, ho potuto visitare in autonomia altre due strutture che non potevo perdermi!
La prima è Palazzo Bo, sede dell’Università di Padova, dove con grande emozione ho ammirato, oltre alla bellissima aula magna, la cattedra di Galileo e il teatro anatomico! E che dire delle centinaia di stemmi degli studenti che hanno reso grande questa università che costellano le pareti?
E la seconda ed ultima chicca pomeridiana è stato il MusMe, museo della medicina. Una esperienza incredibile tra modelli anatomici, supporti multimediali e esperienze sensoriali; e infine un grandioso modello di 8 m su cui vengono proiettate le immagini degli organi!
Insomma in questa città ci sono davvero mille esperienze culturali da non perdere! E io ringrazio l’associazione Arcadia che me le sta facendo vivere al meglio guidandomi e consigliandomi!”

23 marzo
“A volte, quando meno te lo aspetti, vieni colto da una emozione. È quello che mi è successo stamattina. Sono entrata nel chiostro della Basilica di Sant’Antonio per vedere un racconto multimediale sulla vita del Santo. Ma non mi aspettavo di essere così coinvolta da questa ricostruzione, così immersa nelle immagini e nella storia da avere le lacrime agli occhi. Il racconto storico, che sia una persona a farlo o un supporto tecnologico, questo deve fare: emozionare!
Seconda tappa di oggi: l’orto botanico universitario, uno dei più antichi al mondo, che ospita la Palma di Goethe e il giardino delle biodiversità: autentica meraviglia che accosta la parte antica alle serre moderne.
Nel pomeriggio ho assistito alla visita guidata agli scavi di Palazzo della Ragione fatta da Antonella. Avevo già avuto occasione di seguirla l’altro giorno con una scolaresca mentre oggi era dedicata ad adulti e famiglie. È stato molto utile osservare come il cambiamento del target di riferimento abbia fatto mutare linguaggio, grado di approfondimento dei contenuti e approccio al gruppo.
E per terminare la serata una nuova passeggiata esplorativa con Antonella per visitare mostre temporanee ospitate in edifici storici e vedere luoghi di cultura come il teatro o l’ex tribunale trasformato in centro culturale.
Ma ho ancora molto da scoprire in questa città!”

24 marzo
“Stamattina, approfittando di un contatto della associazione Arcadia con il Comitato delle Mura di Padova, ho partecipato ad una interessantissima passeggiata che fa parte di una iniziativa che si svolge per quasi tutto il corso dell’anno. Questa associazione di architetti (per lo più in pensione) accompagna quasi ogni domenica i curiosi nel percorso delle antiche mura della città. In realtà Padova ha due cinte murarie: la più interna, 3 km di mura duecentesche e la cinta più grande ed esterna di ben 11 km, di epoca rinascimentale. Purtroppo non si conservano interamente, ma il bello sta proprio nel fatto che questi architetti, con il loro percorso e il loro racconto, sono capaci di fare immaginare la grandiosità di un tempo a partire dai pochi resti. E in più se ne prendono cura!
Oggi la passeggiata era dedicata ad un tratto delle mura comunali: siamo partiti da Porta di Ponte Molino, così detta perché nei secoli passati vicino al ponte sorgevano dei mulini galleggianti! E siamo arrivati fino all’antica Torlonga, la torre conosciuta come Specola che ospita l’osservatorio astronomico.
Tre ore e mezza di passeggiata costeggiando gli argini del fiume e attraversando ponti che creano incantevoli scorci, ma soprattutto osservando parti delle possenti mura su cui nei secoli si sono appoggiati edifici privati e non.
L’architetto ci ha davvero riportato indietro nel tempo con le sue precisissime ed estese descrizioni. E mi rammarico di non avere modo di seguire ogni domenica un percorso diverso su un differente tratto delle mura e di non aver visto le mura rinascimentali a cui sono dedicate ben otto tappe!
Resta il fatto che oggi, guardando queste torri quadrangolari e le mura di trachite e mattoni che costeggiano il fiume, pensavo a quanto sono diverse le torri cilindriche e le mura di arenaria affacciate sul mare della mia Alghero e di quanti modi nuovi e affascinanti posso ancora trovare per raccontarle!”

25 marzo
Oggi per me è un giorno speciale: è il sesto compleanno diGiochedù, cioè sei anni fa ho deciso di essere una libera professionista nel campo delle visite guidate e delle attività didattiche per le scuole. E non potevo festeggiare meglio se non con questa mia esperienza di formazione e di aggiornamento presso Arcadia!
Oggi ho seguito Antonella in una passeggiata tematica sulla famiglia dei Carraresi. Vi ricordate la lezione tenuta a scuola venerdì? Bene, oggi con quella stessa classe, una prima, siamo andati a visitare i luoghi per ritrovare le tracce dei signori Carraresi in città. Siamo partiti dalle sepolture di alcuni componenti della famiglia e da alcuni affreschi del Mantegna nella chiesa degli Eremitani. Abbiamo cercato rare e nascoste testimonianze dell’esistenza del Traghetto, cioè un antico passaggio sopraelevato che collegava la Reggia alle mura, che ora non esiste più, ma doveva essere straordinario.
Abbiamo osservato l’orologio della torre di piazza dei Signori. È stato strano notarne i particolari, tra cui la visione geocentrica!
Siamo giunti fino al Battistero del Duomo che conserva una immagine di alcuni componenti della famiglia Carraresi con Francesco Petrarca, loro carissimo amico. E infine abbiamo visto dall’esterno due lati del Castello e in particolare la torre principale, la Torlonga nella quale io ho avuto la fortuna di entrare ieri!
Le sovrapposizioni architettoniche in una città nei secoli sembrerebbero avere la forza di cancellare le tracce di alcune storie. Ma esistono per fortuna persone che riescono, come Antonella in questo caso, studiando questi percorsi, a far emergere personaggi e eventi che il tempo, o in questo caso i nemici veneziani, avrebbero voluto cancellare per sempre. Spero che da oggi i ragazzi di quella classe andranno in giro per la loro città con più consapevolezza della storia che c’è sotto i loro piedi, in alto, nelle facciate o dentro posti talvolta piccoli, ma meravigliosi”.

26 marzo
Oggi ho assistito ad una lezione in classe nella scuola primaria di Mestrino. In due quarte Antonella ha parlato della scrittura, partendo dai metodi di comunicazione con il corpo, per giungere alle necessità espressive dell’uomo primitivo che si è raccontato nelle pitture parietali, per arrivare alla nascita della scrittura. Attraverso tre tappe fondamentali i bambini hanno potuto non solo ascoltare la lezione teorica con l’ausilio di immagini, ma soprattutto sperimentare! Hanno infatti impresso con un cuneo sull’argilla fresca i caratteri cuneiformi, hanno intinto il calamo nell’inchiostro per disegnare geroglifici su una sorta di papiro e hanno inciso con un punzone su piccole lamine di rame l’alfabeto fenicio! La lezione si è ripetuta due volte nella mattinata per due classi diverse e per me è stato meraviglioso vedere le reazioni dei bambini di fronte alla difficoltà nell’uso degli strumenti e nella riproduzione di segni difficili. Ma la parte più bella è stato vedere la loro felicità nello sporcarsi le mani di argilla e d’inchiostro! E poi quante risate si facevano di fronte al loro essere imbranati con quegli strumenti così strani! La loro è una generazione sempre più vicina alla tecnologia e poco abituata ad usare le mani per fare. Per questo motivo questo laboratorio mi ha reso entusiasta!
Nel primo pomeriggio invece ho seguito Paola in una visita agli scavi del Palazzo della Ragione per una classe di un istituto tecnico di Vicenza. In questo modo ho ampliato la casistica su una stessa visita: bambini della scuola primaria; adulti e famiglie; scuola superiore. Il grado di approfondimento è maggiore rispetto ai bambini, ma si cerca sempre il coinvolgimento e i contenuti vengono raccontati invitando ad una maggiore consapevolezza nei possibili collegamenti con le materie di studio perciò il tono è stato meno colloquiale rispetto alla visita con le famiglie, ma non per questo meno giovanile! È stato davvero utilissimo vedere come una stessa guida, a parità di contenuti, si adatti alle persone che ha davanti e si metta veramente al loro servizio! A domani!”

27 marzo
“Oggi credo proprio di aver vissuto i 15 minuti più importanti di questo viaggio e li ho trascorsi all’interno della Cappella degli Scrovegni! Sì, solo 15, perché questo è il tempo che viene concesso a 25 persone alla volta. Occorre prenotare vari giorni in anticipo per non trovare tutto esaurito; si deve arrivare mezz’ora prima della prenotazione, attendere e presentarsi cinque minuti prima dell’orario stabilito all’ingresso della Cappella. Per un quarto d’ora si sta dentro una stanza con un impianto per il trattamento dell’aria e si guarda un video. E alla fine, dopo tanta attesa di accede alla meraviglia! È un blu che riempie gli occhi quello della volta stellata della Cappella, ma non solo lui, tutti i colori che Giotto ha usato per i suoi soggetti. Incredibili riquadri dipinti raccontano la vita di Anna e Gioacchino, di Maria e di Gesù. Sotto i vizi da una parte e le virtù dall’altra conducono segnando un cammino all’inferno e al paradiso rappresentati nel Giudizio Universale sul fondo. Ogni riquadro riporta architetture, colori, luci e composizioni stra-ordinarie nel vero senso della parola; Giotto è stato davvero fuori dall’ordinario per il suo tempo. Tra tutti i riquadri uno, in alto a sinistra ha catturato la mia ammirazione: il bacio tra Anna e Gioacchino. Dicono che sia uno dei primi baci della storia dell’arte!
Ma in pochi minuti immersi in tanta bellezza è difficile poter catturare i mille particolari che si dovrebbero notare. Perciò, per non farmi mancare nulla, uscita dalla Cappella mi sono recata nella Sala Multimediale dove grazie alla ricostruzione virtuale ho esplorato su un computer mouse alla mano i singoli soggetti. E la magia dello zoom mi ha permesso di vedere le dita ossute del diavolo che tocca la spalla di Giuda o il velo che copre il capo di Elisabetta e persino le sue rughe!
Essendo poi al museo degli Eremitani ne ho approfittato per vedere la collezione archeologica, dai Veneti antichi ai romani, ai reperti egizi ed etruschi.
A metà mattinata una guida turistica in contatto con Arcadia faceva un giro città con una scolaresca e io naturalmente non ho perso l’occasione di aggregarmi e seguire la visita alla Basilica di Sant’Antonio, in piazza delle Erbe guardando Palazzo della Ragione, a Palazzo Bo sede dell’università e al caffè Pedrocchi. Certo che avevo già visto tutti questi posti! Ma da una guida puoi scoprire sempre qualche curiosità in più!
La mattinata era ormai conclusa, ma gli appuntamenti della giornata no! E così alle 14 sono andata con Paola in un paesino vicino a Padova in una scuola materna per un laboratorio sulle forme geometriche. Adoro i piccoli, soprattutto quando giocano a fare gli artisti! Oggi hanno colorato e ricomposto il tangram e domani pomeriggio li rivediamo per il secondo appuntamento conclusivo!”

28 marzo
“Oggi ho visto per la seconda volta l’attività su Belzoni nelle sale del museo dedicate ai reperti egizi. A condurla è stata Antonella. Devo confessare che l’altro giorno, quando l’ha fatta Paola, sono arrivata un po’ in ritardo, perciò solo oggi mi sono resa ben conto di come fosse organizzata: la prima parte di presentazione di Giambatta in realtà è una visita animata, fatta cioè con l’ausilio di oggetti che in questo caso vengono estratti da una valigia e evocano il personaggio per vari motivi. Ancora più bella e efficace di quanto pensassi! Devo ammettere che ho un debole per questa modalità di racconto con gli oggetti! Per il resto i contenuti erano gli stessi, ma, come ho già detto, Antonella e Paola raccontano con stili e modalità diverse, perciò riascoltare i contenuti non mi pesa mai!
Ieri avevo iniziato a esplorare il museo degli Eremitani per la parte archeologica, ma quel posto è così grande che occorre dedicargli molto tempo, perciò oggi ho visitato il piano superiore che ospita la pinacoteca con opere dal ‘300 al ‘700: Giorgione, Tiziano, Tintoretto, ma soprattutto il crocifisso di Giotto che un tempo era nella Cappella degli Scrovegni e gli angeli guerrieri del Guariento. Che immersione nell’arte medievale e moderna!
E nel primo pomeriggio è giunto il momento di incontrare di nuovo i piccoli della scuola dell’infanzia di ieri! Oggi con le forme geometriche hanno realizzato una coloratissima città su un grande cartellone, collaborando insieme. Devo ammettere che mi sono messa anche io a disegnare insieme a loro. Come potevo resistere?
Ultima nota colorata della giornata: ho visto per strada un ragazzo che passeggiava con i suoi amici indossando antenne e ali da coccinella e anche collant e una gonna rossa a pois neri…Periodo di lauree e qui la goliardia non ci va per il sottile! Anche questa è Padova!”

29 marzo
Le mie visite a Padova non si sono ancora concluse, sfrutto ogni momento a mia disposizione, ma ormai credo di aver quasi finito tutti i posti che mi era possibile visitare in questi 10 giorni.
Oggi ho provato una sensazione particolare e che difficilmente riesco ad esprimere: sono entrata per la prima volta in una sinagoga. Per la verità prima ho visitato il museo della Padova ebraica dove si racconta di questa antica comunità in città attraverso oggetti e filmati ospitati nella ormai dismessa sinagoga tedesca. Gli ebrei erano presenti in città dal XIII secolo e l’università di Padova fu una delle poche ad accoglierli. Nel 1603 fu creato il ghetto chiuso da quattro porte nel quale erano presenti diverse sinagoghe e quattro cimiteri di diverse epoche.
Dopo aver osservato con curiosità gli oggetti del museo una guida mi ha condotto nella sinagoga italiana poco distante, ancora in uso. Si accede ad un cortile con un lavabo e poi attraverso una scala si giunge al piano superiore, perché la sinagoga deve essere in alto, vicino al cielo e deve avere 5 finestre come i primi libri delle sacre scritture. Una iscrizione e una porta celano qualcosa che non mi aspettavo: una grande aula con delle panche in legno dove ciascuno degli uomini ha il suo posto assegnato, un bellissimo pulpito in legno ricavato nell’800 da un antico olmo che si trovava nell’orto botanico, il matroneo dove prendono posto le donne e i bambini. La sinagoga è ancora in uso e oggi è venerdì, perciò da stasera parte il loro sabato, durante il quale, se saranno presenti almeno 10 uomini adulti, verrà letta la Torah. Il testo sacro si trova all’interno di un grande armadio con la porta dorata, celato da una coperta come Dio prescrisse a Mosè, e viene trasportato “vestito” da un tessuto sacro e srotolato sopra il pulpito. Chi lo legge non può toccarlo, perciò si tiene il segno con manine di metallo. Questa è solo una parte di ciò che la guida mi ha raccontato e sono rimasta stupita di quanto dei riti antichissimi siano rimasti intatti in questa religione.
Dopo questo tuffo nel mondo ebraico ho aggiunto un ultimo tassello ad un percorso di pittura medievale chiamato “Padova urbs picta”: l’oratorio di San Michele. È un piccolo edificio vicino alla Specola dove si trovano affreschi di diverse epoche che raccontano episodi di vita quotidiana e storie evangeliche.
Anche per oggi ho fatto la mia scorpacciata di bellezza, storia e arte!

30 marzo
“Ultimo giorno di permanenza a Padova e non potevo concludere meglio questo viaggio: dalle viscere della terra al cielo! Stamattina ho seguito Paola per un’ultima visita agli scavi sotto il palazzo della Ragione dove i resti di alcuni edifici raccontano che la città prima del 1218 aveva un piano di calpestio, una quota, più bassa di quella attuale di due metri. E le tracce della Padova romana si trovano a ben 4 metri sotto i nostri piedi!

E poi nel pomeriggio sono salita a 35 metri di altezza nell’antica Torlonga, la Specola, l’osservatorio astronomico! Vedere dall’alto questa città che ho percorso in lungo e in largo in questi giorni è stato emozionante. Nelle tre sale a diverse altezze c’erano strumenti eccezionali per osservare il cielo. E nella sala stellata più alta, la Sala delle Figure, c’erano i ritratti di tutti gli studiosi più famosi della volta celeste, tra i quali naturalmente Galileo. E con i loro sguardi sembravano dirmi che in quel posto potevo toccare il cielo con un dito. Ma io in questo viaggio sento di averlo fatto davvero! Ho ammirato il cielo stellato di Giotto nella Cappella degli Scrovegni; ho visto i segni zodiacali e i pianeti negli affreschi del salone; ho perso lo sguardo nelle alte volte della Basilica del Santo; ho notato la strana posizione dei pianeti nell’orologio di Piazza dei Signori. Ho contemplato il cielo nell’arte e ho goduto di giornate di sole e cielo azzurro che qui dicono siano rare, almeno in questo periodo.
Ti saluto Padova, ma sappi che è un arrivederci perché tornerò a trovarti e so che mi regalerai ancora qualche splendido segreto!
E un grazie speciale ad Antonella e Paola per avermi fatto conoscere al meglio questa città!
Domani posso tornare con un gran bagaglio di conoscenze e con tante ispirazioni nella mia terra per raccontarla al meglio!”

IL TUTOR racconta

Coming soon…

IL CANDIDATO

NOME: Eleonora

COGNOME: Cattogno

ETA’: 39 anni

LINEA DI INTERVENTO: Linea 2

PROFESSIONE: Libero professionista

CITTA’ DI PROVENIENZA: Alghero (SS)

AZIENDA OSPITANTE

ARCADIA

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